Il nuovo progetto: la fattoria sociale

Dei 9 bambini che attualmente vivono a Casa Laura, 6 hanno una disabilità mentale. Noi siamo chiamati a riflettere seriamente anche per il loro futuro. Qualcuno potrà per esempio lavorare nel progetto Pizza Mondo, ma qualcun altro, a causa di una disabilità più grave no. Casa Laura è pensata per l’accoglienza dei “bambini”…ma quando questi bambini crescono? Ecco allora che si inserirebbe questo nuovo progetto: una fattoria sociale, dove i
ragazzi, ormai diventati adulti o quasi potrebbero vivere e lavorare (ciascuno secondo le sue possibilità). Questo, di conseguenza, permetterebbe a Casa Laura di poter accogliere un numero di bambini pari a quello degli ormai giovani che si sono trasferiti in “campagna”.

Perché proprio una fattoria sociale? Alla base c’è la convinzione che il contatto con la natura riesca a stimolare nelle persone con deficit psichico capacità emotive e comportamentali.

L’approccio al lavoro sarebbe pensato in base ai diversi tipi di disabilità. Per facilitare chi ha disturbi dello spettro autistico, si farebbe ricorso per esempio al cosiddetto “orto strutturato”: le zolle di terra sono ben delimitate, come in una sorta di scacchiera, per consentire ai ragazzi autistici di capire qual è la parte di terreno su cui sono loro a dover intervenire.

È un modello semplice e replicabile dove possono lavorare in piena autonomia. Un aspetto importante del lavoro agricolo è la sua concretezza: permette cioè di toccare con mano il risultato di tanta fatica. Ci metteremmo ad imparare dalla natura stessa: pianti un seme, lo curi e poi vedi il prodotto finito, tangibile, del tuo lavoro: ti rendi conto di quello che hai realizzato e di quanto sia importante. E quella produttività che ti appartiene è fondamentale per una piena inclusione sociale.

Per conoscere meglio il progetto visita la pagina dedicata

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