La Repubblica democratica del Congo, ancora segnata dagli effetti della guerra in atto nell’Est (dove ci sono le miniere di coltan e cobalto) ha un livello di povertà e mortalità infantile tra i peggiori al mondo. Nonostante l’impegno di Ong e dei missionari per cercare di arginare il fenomeno delle persecuzioni, migliaia di bambini continuano a vivere nel terrore di essere accusati di stregoneria.
In questo contesto, l’Associazione Cenacle ha deciso nel 2023 di aprire una “Casa Famiglia” (si chiama Casa Laura). Dopo due anni dalla sua apertura a Casa Laura vivono, insieme ad adolescenti e giovani universitari, 8 bambini (presto 9). I nostri 9 bambini non hanno nessun famigliare, sono stati tutti abbandonati e 6 hanno delle disabilità.
Due di loro raccontano di non essere di Kinshasa (in effetti parlano un altro dialetto), ma di essere arrivati qui con dei famigliari che però poi “hanno perduto”…in realtà, i famigliari li portano a Kinshasa e poi li abbandonano ritornando nella propria città. Degli altri bimbi non sappiamo proprio nulla: spesso la loro disabilità non gli permette di raccontare. Uno di loro è sordomuto e quindi, quando l’abbiamo trovato, oltre a non avere una famiglia, una casa, da mangiare, dei vestiti ecc, non aveva neanche un nome! Ora Giorgino (così l’abbiamo chiamato) ha una famiglia, una casa, da mangiare, dei vestiti e un nome!

L’infanzia nella Repubblica Democratica del Congo per molti bambini non è un periodo felice. Anche chi non viene abbandonato, spesso però non ha una vita “normale”. In molti non hanno la possibilità di andare a scuola (solo da qualche anno la scuola primaria è pubblica ma i maestri statali si contano col contagocce a causa di salari irrisori). Molti sono i bambini che già a 5 anni cominciano a lavorare: nell’Est e nel Sud del Paese, per esempio, secondo i dati Unicef del 2014 sono circa 40.000 i minori sfruttati nelle miniere di cobalto e non ci sono dati attendibili più recenti. Secondo le stime del governo, il 20% del cobalto esportato dal Paese proviene da minatori artigianali chiamati creuseurs. Questi piccoli minatori estraggono a mani nude, utilizzando strumenti di fortuna per scavare le rocce e creare profonde gallerie sotterranee. Molti bambini lavorano 12 ore al giorno se non di più, senza protezioni, in condizioni estreme, tra suolo tossico e acqua acida e con un salario misero, di circa 1.000-2.000 franchi congolesi al giorno, cioè solamente per 0,50 o 1 euro. Spaccano pietre per poi venderle alle società minerarie. Hanno tra i 7 e i 16 anni, senza contare i neonati fasciati sulla schiena delle madri. A causa dei carichi troppo pesanti, sacchi che arrivano a pesare anche 20 o 40 kg, addirittura più del peso del bambino stesso, i bambini che lavorano si ammalano più frequentemente dei loro coetanei e subiscono lesioni muscolari o della colonna vertebrale, deformazioni ossee e articolari o ancora sono esposti a tubercolosi, febbre tifoidea e infezioni cutanee. Oltre ad essere picchiati e maltrattati i minori sono spesso vittime di incidenti mortali sul lavoro, a causa dei frequenti crolli che si verificano nei tunnel sotterranei. Gli smartphone e le batterie delle automobili di tutto il mondo sono sulle spalle di questi bambini e negare il diritto alla salute dei minori, il loro benessere fisico e psicologico, i loro bisogni educativi ed economici per estrarre un metallo centrale per la transizione energetica non è più ammissibile!!!

Altro grosso problema è la sanità: nella Repubblica Democratica del Congo è SOLO PRIVATA! Quotidianamente muoiono bambini per denutrizione, malaria, morbillo, appendiciti, blocchi intestinali, ustioni, semplicemente perché la famiglia non può sostenere le spese dell’ospedale o delle medicine necessarie. Due dei nostri bambini, per esempio, sono epilettici. I loro medicinali costano circa 150$ cad. al mese…come può una famiglia dove il salario mensile è di 100$ sostenere queste spese? Ancora: a Casa Laura da qualche mese vive anche un ragazzo di 23 anni, scappato dalla guerra civile nel Congo Centrale, che viveva in strada. Si è presentato alla nostra clinica mobile con un grosso tumore facciale. L’abbiamo fatto operare: 7.000$, cifre impossibili per il 99% delle famiglie congolesi. Oggi vive con noi e lavora a Casa Laura.

Potremmo continuare con tante altre storie ma ci fermiamo qui.
Nella RDC tutto quello che in Italia è considerato “normale” (famiglia, casa, cibo, sanità, istruzione…) per un bambino (ma anche per un giovane e per un adulto), spesso è solo UN SOGNO!
Noi del Cenacle ce la mettiamo tutta per far diventare questi sogni una realtà!
