LA FATTORIA SOCIALE

Cos’è una fattoria sociale?

È in primo luogo un’impresa, la quale si può costituire attraverso:

  • Una cooperativa sociale
  • Un’azienda agricola privata
  • Associazioni di volontariato
  • Case famiglia e addirittura
  • Strutture sociosanitarie che prevedano attività agricole

L’ampia gamma di scelte appena citata è dovuta essenzialmente alla varietà di attività promosse all’interno del contesto di una fattoria sociale. Non dimentichiamo mai l’aggettivo “sociale” che segue questo genere di attività, il quale, appunto indica la finalità sociale dell’impresa.

L’attività produttiva (agricoltura, allevamento) è integrata con l’offerta di servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi e occupazionali a supporto di tutti quei soggetti svantaggiati a causa di disabilità o dipendenze, e a rischio marginalizzazione. Facciamo un esempio concreto per rendere il tutto più chiaro.

All’interno di una fattoria sociale possono svolgere attività legate alla produzione agricola e altre attività di natura formativa o educativa, dei ragazzi con disabilità.

Se dovessimo riassumere, le attività promosse da questa impresa potremo elencarle così:

  • Inserimento lavorativo di persone socialmente disagiate. Di questo gruppo entrano a far parte i detenuti ed ex detenuti, i tossicodipendenti, gli alcolisti
  • Inserimento di individui soggetti a discriminazioni e pregiudizi. In questo gruppo   rientrano gli immigrati e i rom
  • Riabilitazione e cure per utenti con disabilità psico-fisiche
  • Attività ludico- ricreative rivolte ai ragazzi, come ad esempio i campi estivi
  • Attività rivolte agli anziani, come ad esempio gli orti sociali

I vantaggi promossi da una fattoria sociale sono molteplici, e non solo di natura, appunto “sociale”. Sicuramente le attività legate alla natura sono in grado di instaurare negli utenti tutta una serie di processi in grado di migliorare l’autostima, la sicurezza in se stessi.

Attraverso l’interazione con gli animali i ragazzi con disabilità, ad esempio come soggetti affetti da autismo, possono mettersi alla prova, e sviluppare delle responsabilità date proprio da questo particolare rapporto con l’animale, e migliorare alcune abilità.
La fattoria sociale è anche un veicolo d’integrazione sociale.

Osserviamo le attività dei ragazzi con disabilità all’interno di queste strutture: vengono avvicinati al mondo del lavoro, vengono formati e iniziano a comprendere le dinamiche lavorative del contesto in cui sono nati ma nel quale non hanno avuto la possibilità di “crescere”, nel senso di “maturare”.

Per ulteriori specifiche puoi scaricare questa scheda informativa


Cosa vogliamo realizzare nella nostra missione?

Dei 9 bambini che attualmente vivono a Casa Laura, 6 hanno una disabilità mentale. Noi siamo chiamati a riflettere seriamente anche per il loro futuro. Qualcuno potrà per esempio lavorare nel progetto Pizza Mondo, ma qualcun altro, a causa di una disabilità più grave no. Casa Laura è pensata per l’accoglienza dei “bambini”…ma quando questi bambini crescono? Ecco allora che si inserirebbe questo nuovo progetto: una fattoria sociale, dove i
ragazzi, ormai diventati adulti o quasi potrebbero vivere e lavorare (ciascuno secondo le sue possibilità). Questo, di conseguenza, permetterebbe a Casa Laura di poter accogliere un numero di bambini pari a quello degli ormai giovani che si sono trasferiti in “campagna”.

Perché proprio una fattoria sociale? Alla base c’è la convinzione che il contatto con la natura riesca a stimolare nelle persone con deficit psichico capacità emotive e comportamentali.

L’approccio al lavoro sarebbe pensato in base ai diversi tipi di disabilità. Per facilitare chi ha disturbi dello spettro autistico, si farebbe ricorso per esempio al cosiddetto “orto strutturato”: le zolle di terra sono ben delimitate, come in una sorta di scacchiera, per consentire ai ragazzi autistici di capire qual è la parte di terreno su cui sono loro a dover intervenire.

È un modello semplice e replicabile dove possono lavorare in piena autonomia. Un aspetto importante del lavoro agricolo è la sua concretezza: permette cioè di toccare con mano il risultato di tanta fatica. Ci metteremmo ad imparare dalla natura stessa: pianti un seme, lo curi e poi vedi il prodotto finito, tangibile, del tuo lavoro: ti rendi conto di quello che hai realizzato e di quanto sia importante. E quella produttività che ti appartiene è fondamentale per una piena inclusione sociale.

Attualmente abbiamo due proposte di progetto.

La prima è dell’architetto Léon Luyalu:


La seconda, dell’architetto Bonfiglio:


Puoi trovare planimetrie e altri render nelle schede di progetto:


Dove pensiamo di realizzare la nostra fattoria sociale?

L’Associazione Cenacle ha acquistato nel mese di Luglio 21 Ettari nella regione di Kisantu, nel basso Congo. In questo terreno si vorrebbe cominciare a costruire la casa/cascina dove abitare e dove dare vita ad alcuni progetti di coltivazione e di allevamento.


Per conoscere nel dettaglio il nostro progetto scarica la scheda tecnica